VEGA e National Instruments, una storia di successo

di Redazione

È cominciata l’avventura di VEGA: il nuovo vettore europeo è stato lanciato dallo Spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, esattamente come previsto alle 07:00 locali, quando in Italia erano le 11 in punto del mattino.
Il primo stadio si è regolarmente separato a due minuti dal lift-off, il secondo dopo un altro minuto e mezzo e il terzo a sei minuti dal lancio.
Guarda il video del lancio:


YouTube

National Instruments ha contribuito con i suoi prodotti, hardware e software, allo sviluppo ed al successo del lanciatore europeo VEGA, che ha messo in orbita – contemporaneamente – i satelliti italiani LARES dell’Agenzia Spaziale Italiana,  ALMASat-1 dell’Università di Bologna nonché sette picosatelliti universitari: e-St@r (Italia), Goliat (Romania), MaSat-1 (Ungheria), PW-Sat (Polonia), Robusta (Francia), UniCubeSat GG (Italia) e Xatcobeo (Spagna).
Il vettore, progettato per far fronte a una vasta gamma di missioni e configurazioni di carico utile, si caratterizza per la sua grande flessibilità ed economicità. A differenza di molti suoi concorrenti, VEGA è in grado di collocare in orbita vari carichi utili, offrendo diverse configurazioni di payload: da un solo satellite fino a uno principale più sei microsatelliti. E’ inoltre compatibile con masse di carico che vanno da 300 a 2500 kg, a seconda dell’altitudine e dell’orbita di destinazione dei satelliti. La configurazione di riferimento è di 1500 kg a 700km di quota in orbita polare.
Il progetto del lanciatore VEGA è nato in Italia e in seguito è stato fatto proprio dal’Agenzia Spaziale Europea. Oggi l’Italia sostiene il programma di sviluppo con il 65% dei finanziamenti, seguita dalla Francia con circa il 12,5%. Allo sviluppo di VEGA partecipano con quote minori anche Spagna, Svezia, Svizzera e Paesi Bassi.
VEGA è composto di tre stati a propulsione solida, cui è affidato il compito di vincere la forza di gravità, e uno stadio addizionale a propulsione liquida, tra il terzo stadio e il satellite da lanciare, che controlla l’assetto del lanciatore, la sua traiettoria, il rilascio del satellite e il rientro nell’atmosfera dell’ultimo stadio. I primi tre sono chiamati rispettivamente P80, Zefiro 23 e Zefiro 9, permettono al lanciatore di raggiungere la quota desiderata, il quarto, chiamato AVUM, ha il compito di rilasciare il carico.
Dal punto di vista industriale i ruoli chiave sono giocati da società italiane: la ELV, una società per azioni partecipata al 70% dal gruppo Avio e al 30% dall’Agenzia Spaziale Italiana, è responsabile dello sviluppo del lanciatore nel suo complesso. Avio è invece responsabile dello sviluppo e realizzazione dei quattro stadi, tre a propellente solido e l’Avum a propellente liquido. Il primo stadio, P80, è il più grande motore monolitico mai realizzato con la tecnologia Filament Winding.

Utilizzando i prodotti National Instruments, l’ente Sistemi di Automazione di Avio ha sviluppato per il Ground Segment un simulatore elettrico dell’avionica del lanciatore con una duplice funzionalità:
• Testare a fini di validazione il banco di controllo di terra del vettore ed il suo software.
• Permettere test funzionali degli equipaggiamenti avionici del lanciatore durante l’assemblaggio sulla rampa di lancio.

Poiché uno dei requisiti fondamentali richiesti al simulatore era la flessibilità, in modo da poter rispondere all’evolversi delle esigenze del lanciatore, si è deciso di ricorrere all’ambiente di sviluppo National Instruments: la vasta gamma di tool hardware e software disponibili è infatti caratterizzata da elevata modularità e flessibilità ed è supportata da un servizio di assistenza post-vendita che garantisce l’investimento.
Basandosi su chassis PXI, è stato possibile realizzare funzioni differenti tramite strumenti modulari e flessibili ma omogenei: in NI LabWindows/CVI è stata sviluppata la gestione dell’interfaccia utente / simulatore, la gestione dell’hardware del simulatore e la simulazione di telemetrie, mentre in NI LabVIEW Real-Time è stata sviluppata la simulazione di telemetrie con requisiti real-time.

Con i prodotti National Instruments, la Avio ha anche sottoposto i motori Zefiro ad un certo numero di “prove di fuoco statiche“. In queste prove i motori vengono accesi e osservati durante la loro combustione, tramite la misura di un certo numero di grandezze fisiche. Durante la prova i motori sono vincolati a terra, in modo che ne sia impedito ogni movimento. Nelle prove è stato fatto uso di un opportuno banco statico, il cui controllo/monitoraggio è affidato ad un complesso sistema elettrico/informatico, simile a quelli usati nelle basi di lancio.

Il sistema elettrico/informatico è basato su una LAN ethernet a cui sono collegati dei computer Real-Time e dei PC commerciali. I PC hanno svolto la funzione di stazioni di controllo remote per gli operatori che hanno condotto la prova dal bunker di comando. Il sistema è stato progettato dalla Avio usando prodotti NI. Il software, scritto in LabVIEW, è stato sviluppato dalla ARTS s.r.l.

Share Button
Add Comment Register



Lascia un Commento