NIWeek 2011, in viaggio verso il futuro: Day 2

di Arsenio Spadoni

La seconda giornata di NIWeek 2011 è stata dedicata alla presentazione di numerose applicazioni realizzate con i prodotti National Instruments nei più differenti campi della ricerca tecnologica e scientifica, presentazioni precedute dalla keynote di Jeff Kodosky, il “papà di LabVIEW”, che, a 25 anni dalla nascita del primo software di programmazione grafica, ha ripercorso il tragitto iniziato nel 1986 cercando di immaginare quali potranno essere gli sviluppi nei prossimi 25 anni: insomma, il passato, il presente e il futuro di LabVIEW.

Introdotto dalla “Marcia Trionfale” dell’Aida (Kodosky è un estimatore della musica classica), il co-fondatore di NI ha ricordato la nascita di LabVIEW e le sue più importanti caratteristiche: l’ambiente di sviluppo grafico abbinato alla programmazione basata sul flusso di dati anziché sui flussi di controllo che rende LabVIEW un linguaggio naturalmente votato al parallelismo. Esattamente il contrario dei linguaggi sequenziali le cui origini vanno ricercate nella logica di funzionamento dei primi computer che, appunto, operavano in modalità sequenziale. “Quando abbiamo iniziato 25 anni fa, abbiamo cercato di creare uno strumento per gli scienziati e gli ingegneri che potesse offrire la stessa produttività del foglio di calcolo per gli analisti finanziari”.  ha affermato Kodosky. “Ciò ha consentito agli utilizzatori di LabVIEW di aumentare la produttività in maniera significativa. In questo c’è stato anche un pizzico di fortuna visto che anche l’hardware, con le CPU multicore e le FPGA, ha imboccato la strada del parallelismo”.

Kodosky ha quindi ripercorso la storia delle varie release di LabVIEW legate essenzialmente all’evoluzione del Personal Computer e dei relativi sistemi operativi, ricordando l’introduzione della tecnologia FPGA nel 2003, la versione semplificata per Lego Mindstorm del 2006 e l’avvento del multicore nel 2009.

Attualmente gli sforzi maggiori sono rivolti al miglioramento ed alla velocizzazione del compilatore e all’integrazione di tutte le nuove tecnologie. “Durante i prossimi 25 anni, LabVIEW resterà al centro di quello che oggi definiamo come Graphical System Design e che consentirà di accelerare la progettazione, la prototipazione e l’implementazione di tutti i tipi di sistemi di misura e controllo. Nei prossimi 25 anni questa visione sarà in grado di affrontare al meglio le sfide tecnologiche che ci attendono; personalmente spero di poter riuscire a vederne i rusultati”.

Guarda la keynote di Jeff  Kodosky a NIWeek 2011


YouTube

Le successive dimostrazioni sono state presentate da Shelley Gretlein, Director of Software Marketing, entrata sul palco accompagnata dalle note di Come On di Rhianna, che ha parlato delle sfide ingegneristiche dei prossimi anni, in questo supportata da una grafica accattivante e assolutamente esplicativa (non a caso LabVIEW si basa sulla grafica!)

Guarda l’introduzione alle sfide del futuro di Shelly Gretlein


YouTube

Tra le applicazioni sviluppate in campo medico, il Dr. Changho Chong ha presentato il più piccolo sistema non invasivo OCT (Optical Coherence Tomography) al mondo in grado di eseguire una scansione del tessuto cutaneo e di fornire rapide ed accurate immagini intravascolari. L’applicazione è stata sviluppata rapidamente grazie all’impiego della tecnologia NI FlexRIO che ha consentito di passare in brevissimo tempo dalla fase di progettazione a quella di realizzazione del prodotto finito.

Guarda la presentazione del sistema OCT


YouTube

Per quanto riguarda il controllo delle infrastrutture urbane, tipicamente dei ponti, il monitoraggio automatico effettuato con i componenti NI Wireless Sensor Network consente di conoscere in anticipo eventuali problemi strutturali o dovuti ad eventi ambientali. Ne hanno parlato David Potter, Jeremiah Fasl, e Michael Neal che stanno realizzando un progetto pilota sotto la supervisione dell’Università del Texas, lo stato dove ha sede National Instruments. L’impiego della tecnologia wireless consente di installare facilmente sensori che possono verificare le vibrazioni, la temperatura e gli spostamenti delle strutture; tutti questi dati possono essere memorizzati, elaborati e visualizzati ovunque ed in tempo reale grazie alla tecnologia del Technical Data Cloud. Come ci ha confermato anche Jeff  Kodosky, è questa una delle applicazioni dalle quali National Instruments si aspetta grandi sviluppi.

Guarda come funziona il sistema di monitoraggio wireless dei ponti


YouTube

Sempre nel campo delle infrastrutture urbane – questa volta parliamo però di reti di distribuzione dell’energia elettrica nei paesi in via di sviluppo – National Instruments può fornire gli strumenti per risolvere i problemi di arretratezza in maniera rapida ed economica. Come nel caso dell’India  dove 400 milioni di persone non hanno accesso all’energia elettrica e dove, soprattutto nelle aree urbane, gli impianti di distribuzione sono talmente arretrati da provocare la perdita del 35% dell’energia immessa in rete. Proprio in una regione indiana è in corso un progetto pilota affidato alla società NexGEN Consultantcy che con il supporto di National Instruments sta realizzando un progetto di monitoraggio wireless dei principali nodi di distribuzione della rete. Il sistema utilizza unità wireless basate su  NI Single-Board RIO e LabVIEW per quanto riguarda la gestione delle informazioni. Il progetto è stato presentato da Owen Golden, Vice-President, Global Energy Segment, e da Jaswinder Singh di NexGEN Consultantcy.

Guarda come funziona il sistema di monitoraggio della rete di NextGEN


YouTube

Finalmente un italiano sul palco di NIWeek che ci illustra lo stato della ricerca nel campo della fusione nucleare, da non confondere con l’attuale fissione. Ne parla Stefano Concezzi dell’Università di Parma che spiega inizialmente la differenza tra fissione e fusione,  e di come la fissione (tecnologia ormai consolidata) possa provocare gravi fughe radioattive dalle centrali in avaria come nel caso di Fukushima e Chernobyl. La fusione, invece, non produce radiazioni di alcun genere ma una volta innescata va opportunamente gestita in quanto produce temperature di milioni  di gradi centigradi. Proprio per questo motivo la ricerca in questo campo sta procedendo lentamente anche se entro il 2019 dovrebbe entrare in funzione il reattore sperimentale ITER che genererà una potenza di 500 MW utilizzando per l’innesco appena 50 MW. La gestione del plasma – che viene confinato magneticamente – è uno dei problemi più difficili da risolvere. Il sistema di controllo in tempo reale messo a punto all’ITER utilizza una piattaforma multicore basata su NI PXI e LabVIEW.

Concezzi parla anche di altre possibili applicazioni dei sistemi di controllo real-time, come quello del Centro Congressi di Austin dove la temperatura non supera mai i 20 gradi centigradi, pur essendo in pieno agosto, costringendo gli spettatori a portarsi con sé una felpa da indossare sopra la canonica T-shirt indispensabile per sopportare i 42° all’aperto.

Guarda come funzionerà il sistema di controllo dell’ITER


YouTube

Ed ecco una serie di applicazioni legate al mondo della robotica ed al gaming come il programma per LabVIEW basato su Kinect per Xbox 360  in grado di riconoscere i movimenti del corpo o il robot Darwin OP sviluppato da Virginia Tech e che ha recentemente vinto, nella sua categoria, la finale mondiale della RoboCup che si è disputata ad Istanbul portando negli Stati Uniti per la prima volta il titolo mondiale.

Un altro interessante sviluppo ottenuto con la tecnologia National Instruments è il pesce robot (delle fattezze di un tonno) messo a punto da Boston Engineering per la US Navy ed in grado di compiere differenti tipi di missioni subacquee. Infine, una sorta di cascata tecnologica realizzata da Optimation, un water wall con cui creare coreografie di vario tipo e, addirittura, realizzare scritte scorrevoli. Il tutto modulando opportunamente i numerosi getti mediante la tecnologia NI Compact RIO.

Guarda queste innovative applicazioni presentate da Shelly Gretlein


YouTube

L’ultima parte della mattinata è stata dedicata all’evoluzione della tecnologia FPGA, sistemi utilizzati sempre più diffusamente nei prodotti National Instruments. Vin Ratford, Senior Vice President di Xilinx, ha introdotto la nuova piattaforma Zynq-7000 di Xilinx che associa bassi costi e ridotti consumi ad elevatissime performance grazie alla combinazione di una FPGA e di due processori ARM Cortex-A9 presenti sullo stesso chip.
Chip che consentiranno di migliorare ulteriormente l’ecosistema NI per mettere a disposizione di ingegneri e tecnici gli strumenti di cui hanno bisogno. Al centro di tutto, LabVIEW e la sua architettura, in grado di offrire soluzioni innovative con una grande facilità di utilizzo grazie alla programmazione grafica, una programmazione che in futuro potrà essere effettuata anche mediante interfacce multitouch come ha dimostrato David Fuller presentando un prototipo sperimentale di schermo sensibile al tatto. Utilizzando un dito, David Fuller ha dimostrato quanto sia semplice realizzare un programma disegnando box e tirando fili. Insomma, LabVIEW non finisce mai di stupire!

Guarda la presentazione Xilinx e lo schermo touch


YouTube

A conclusione della seconda giornata Shelly Gretlein ha ricordato come la missione di National Instruments sia quella di mettere a disposizione di scienziati e ingegneri gli strumenti più innovativi per risolvere insieme le sfide tecnologiche del futuro.

Guarda il commento di Shelly Gretlein a conclusione della seconda giornata


YouTube

Annual NIWeek Conference Party: tutti a ballare!
La seconda giornata di Conference si è conclusa in bellezza all’Austin City Limits – The Moody Theater dove tra una (?) birra fredda, una cena texano-messicana e musica country, i partecipanti alla Conference hanno potuto sgranchirsi le gambe e scambiarsi le opinioni sui nuovi prodotti presentati sul palco di NIWeek ma anche su… quelli presenti sul palco del Moody Theater!

NIWeek2001, Day1   Intro   NIWeek2001, Day3

Arsenio Spadoni

Share Button
Add Comment Register



Lascia un Commento